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20 febbraio 2012
Essere lenti fa bene alla salute

Se nell'ultima ora avete guardato l'orologio almeno quattro volte (vale anche aver gettato l'occhio sull'ora indicata sui propri pc e smartphone), maledite subito la Rivoluzione Industriale. Come ricorda un recente articolo sul Guardian, nel Medioevo il tempo era scandito solo dalle ore, nel Settecento sono arrivati i minuti, e solo nel secolo successivo ogni singolo istante di tempo è stato reso 'misurabile'. In nome dell'efficienza.
Che cosa ne abbiamo ricavato? "Leonardo da Vinci non guardava certo l'orologio mentre dipingeva l'Ultima Cena", sostiene Roman Krznaric, coach e fondatore dell'associazione The School of Life. Come a dire: l'ansia da controllo del tempo ci ha portato solo un alto livello di stress, una vita ad alta velocità con scadenze sempre più imminenti, il fast food a pranzo e appuntamenti lampo la sera; il tutto, perennemente connessi a vari social network dove le risposte (o aggiornamento di status) devono essere immediate. La cultura digitale sta alterando il modo in cui percepiamo il tempo: a volte persino il ritardo di qualche minuto (ad esempio nella risposta in una chta) è giudicato eccessivo. Anzi, insopportabile, generando ansia nel ritardatario e insoddisfazione in chi attende la risposta.
Ma siamo sicuri che velocità uguale efficienza uguale soddisfazione uguale felicità? L'associazione L'Arte di vivere con lentezza, nata in Italia, nei pressi di Pavia, circa sette anni fa grazie all'intuizione di Bruno Contigiani, ex manager della comunicazione convertito alla vita slow, la pensa diversamente. Ecco il suo motto: "Rallentare quando possiamo, correre quando dobbiamo".
È solo il primo di altre comanda-lenti (ironia voluta) che hanno lo stimolo di ricordare che la misura del tempo è, in fondo, una creazione artificiale dell'uomo e che non è giusto esserne sempre schiavi: "In un mondo sempre più votato alla velocità e alla complessità, rallentare a livello individuale è il primo passo per poter vivere meglio, superare le difficoltà, vincere la paura dell'incertezza, trovare soluzioni e recuperare la fiducia nel futuro, anche in momenti di grave crisi economica come quelli che stiamo vivendo", sostengono i membri dell'associazione.
Per evitare che guardare l'orologio ogni dieci minuti diventi una forma di ossessione (così come controllare la posta elettronica convulsivamente, guidare per strada come a un rally, mangiare ingurgitando cibo anziché gustandolo, persino fare l'amore 'a tempo'), L'Arte di vivere con lentezza lancia una provocazione: la Giornata Mondiale della Lentezza.
La data da segnarsi in agenda è il prossimo 26 marzo: posso partecipare tutti, liberamente, purché si impegnino a cambiare almeno uno dei loro comportamenti too fast e ad adottare uno stile slow. Il progetto è open source, non richiede vincoli né iscrizioni, ma un'adesione 'spirituale'. Si può decidere di rallentare il passo con cui si va in ufficio la mattina, di concedersi una colazione 'lenta' al bar anziché in piedi al bancone, di leggere quel libro che giace sul comodino da mesi, di non controllare la propria mail o aggiornare status dei social network per 4 ore.
Insomma, per un giorno, si può far finta che l'orologio sia un accessorio come un altro. Magari da dimenticare a casa, prima di uscire.
Si sopravvive, è assicurato: la Giornata Mondiale della Lentezza è alla sua sesta edizione.
Francesca Amé Yahoo Lifestyle
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| inviato da Hurricane_53 il 20/2/2012 alle 16:0 | |
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